Patrick Stewart, il celebre attore inglese noto soprattutto per aver ricoperto nella sua lunga carriera calvo i ruoli del capitano Jean-Luc Picard in “Star Trek: The Next Generation” e del professor Charles Xavier nella saga degli “X-Men”, è morto oggi mercoledì 29 ottobre 2026 nella sua casa di Los Angeles all’età di 86 anni.

Secondo quanto dichiarato sul suo profilo Instagram, Stewart ha affrontato una “breve” battaglia contro l’Alzheimer e la demenza a corpi di Lewy prima della sua scomparsa. Il comunicato pubblicato sul profilo social riporta:
“La sua voce profonda e il suo talento unico rimarranno per sempre sinonimo di interpretazioni indimenticabili in ogni genere. Ha esplorato la condizione umana in tutta la sua complessa poeticità, portando speranza non solo negli angoli più remoti del Marvel Cinematic Universe, ma anche verso ‘l’ultima frontiera’ più iconica della fantascienza, a bordo dell’astronave Enterprise. Ai suoi successi professionali si affiancava, con grande umiltà, un costante impegno filantropico e attivista a favore dei diritti umani, delle vittime di violenza domestica, dei rifugiati nel mondo, della salute mentale dei veterani e del benessere degli animali – in particolare dei suoi amati pitbull in affido. È stato insignito del titolo di Cavaliere, è stato rettore universitario, appassionato di sport motoristici e tifoso per tutta la vita dell’Huddersfield Football Club. Verrà ricordato per la dignità, la compassione e l’umanità che ha infuso in ogni suo ruolo, tanto nell’arte quanto nella vita”
Stewart e i suoi colleghi di “Star Trek: The Next Generation” hanno portato i rispettivi personaggi sul grande schermo in diversi film, prima che il franchise di “Star Trek” venisse rilanciato da J.J. Abrams con i personaggi della serie originale.
Nella celebre saga cinematografica degli “X-Men”, Stewart ha interpretato il professor Xavier, affiancato dal suo grande amico Ian McKellen nel ruolo del malvagio Magneto. Ha ripreso il personaggio in “Avengers: Doomsday”, in uscita questo dicembre, ancora una volta al fianco di McKellen. Di recente, Stewart è apparso nel film del 2015 “Match” – tratto dall’omonima opera teatrale di Stephen Belber – in cui ha interpretato un istruttore di danza vanitoso ed eccentrico; in un registro completamente diverso, ha recitato nell’horror-thriller “Green Room”, vestendo i panni del capo di un gruppo di neonazisti. È stato inoltre protagonista della serie di Starz “Blunt Talk”, incentrata su un conduttore televisivo inglese, dedito all’abuso di sostanze, che si trasferisce a Los Angeles per condurre un talk show.





È difficile sottolineare a sufficienza quanto la vita di Stewart sia cambiata radicalmente nel 1987, con l’inizio della sua avventura in “Star Trek: The Next Generation”. Nei due decenni precedenti, era stato un pilastro della Royal Shakespeare Company. Pur avendo trovato spazio per qualche incursione nel cinema e nella televisione, era stato soprattutto impegnato in oltre venticinque produzioni teatrali della RSC, tra cui il ruolo di Astrov in “Zio Vanja” (1974), Oberon in “Sogno di una notte di mezza estate” (1977), Shylock ne “Il mercante di Venezia” (1978) e il ruolo eponimo in “Tito Andronico” (1981).

Stewart ha interpretato Picard per tutta la durata della serie “Star Trek: The Next Generation” (1987-1994) e, successivamente, nei lungometraggi “Star Trek: Generazioni” (in cui è apparso accanto a William Shatner), “Star Trek: Primo contatto”, “Star Trek – L’insurrezione” e “Star Trek – La nemesi”. Ha interpretato il professor Xavier in “X-Men” (2000), “X-Men 2”, “X-Men – Conflitto finale”, “X-Men le origini – Wolverine”, “Wolverine – L’immortale” e “X-Men – Giorni di un futuro passato”.
In generale, Stewart ha sempre mantenuto un buon senso dell’umorismo riguardo al suo legame con la cultura popolare, senza mai mostrare pubblicamente quel tormento che, a volte, è emerso invece in Shatner e Leonard Nimoy. Ha prestato la voce a personaggi in “I Simpson”, “I Griffin” e “American Dad!”, dimostrando anche una certa propensione per la commedia: ha interpretato un cameriere comicamente snob nel gioiellino di Steve Martin del 1991 “L.A. Story – Senti chi parla di sesso”, il re Riccardo nel film di Mel Brooks del 1993 “Robin Hood – Un uomo in calzamaglia”, e ha condotto una puntata del “Saturday Night Live” nel 1994. In un registro decisamente diverso, è stato l’elemento migliore della commedia a tematica gay del 1995 “Jeffrey”. In seguito, l’attore ha ricoperto il ruolo di voce narrante nella commedia irriverente di Seth MacFarlane “Ted” e nel suo sequel.

Fonte: Variety
Appassionato ed affascinato dal collezionismo, si avvicina a questo hobby grazie alla sua passione per Saint Seiya (I Cavalieri dello Zodiaco) che lo porterà poi ad allargarla a Gundam ed a diversi personaggi di anime e manga.
