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Gabriele Dell’Otto illustra la Divina Commedia

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In occasione dell’uscita dell’ultimo volume dedicato alla Divina Commedia, ovvero il canto del Paradiso, lo scorso 10 settembre, presso la galleria d’arte CArt Gallery in Roma, si è tenuto l’incontro con l’illustratore romano di fama mondiale Gabriele Dell’Otto.

Si chiude quindi il cerchio di questo faticoso progetto di rilettura e illustrazione della Divina Commedia a cura di Franco Nembrini (testo), Gabriele Dell’Otto (illustrazioni) Alesandro D’Avenia (prefazione).

Noi di Passion4Fun non potevamo perderci questo evento e Gabriele si è reso da subito disponibile per spiegarci le illustrazioni e raccontarci un po’ come è nata l’idea perché si sa, che i progetti migliori, arrivano come un fulmine a ciel sereno. (Link diretta Facebook)

Durante la live l’artista Gabriele Dell’Otto ha raccontato:

“Il lavoro Nasce nel 2014 con la collaborazione del professor Franco Nembrini. Incontrai il professore proprio nel 2014 e rimasi folgorato da quell’incontro, il professore, infatti, con i suoi racconti Danteschi era riuscito a smuovere in me le leve giuste. L’idea delle mie illustrazioni nasce dal progetto che realizza Nembrini ovvero: parafrasare le terzine di Dante riportandole alla vita reale di ognuno di noi. Durante un pranzo di lavoro, scherzai lanciando una sfida al professore e da lì ci siamo buttati a capofitto nel progetto.”

L’inferno:

“Con l’illustrazione che raffigura “La Foresta dei Suicidi” vorrei far capire come abbiamo e ho in particolare, parafrasato le terzine.  Il testo racconta che dante entra in una foresta in cerca dei dannati ma non vedendoli Virgilio lo esorta a spezzare un ramo e da quell’atto fuoriesce del sangue, proveniente da qualche arto. Il grande Dorè raffigurò all’epoca degli alberi antropomorfizzati perché il lettore doveva subito intuire di cosa si trattasse, senza nulla togliere al maestro questa è la mia interpretazione e cercare di far capire il lavoro continuo che c’è stato per renderle il più fruibile possibile.”

Purgatorio:

Paradiso:

“Questa tela rappresenta: La Visione di Maria con gli Angeli ed è l’ultima cosa che Dante vede prima di vedere Dio. Maria in questo caso concede la possibilità di godere della visione di Dio.”

“L’ultima tela rappresenta: La Visione di Dio. Leggendo e rileggendo il testo, che molto complicato, siamo arrivati a questa sintesi:

Dante stesso confida al lettore che l’incarnazione, ovvero il nostro corpo è già la perfezione che Dio ha pensato per noi su questa terra; quindi non c’è bisogno di essere perfetti, c’è soltanto bisogno di accogliersi e accogliere il prossimo con amore. Ovviamente ci sono anche delle simbologie riportate; vediamo raffigurati, infatti, i famosi cerchi dietro la figura, le mani in questa posizione e questi due punti più chiari quasi trasparenti: uno è il cuore mentre l’altro è come se fosse la stigmate di Cristo, poiché in quel momento, nella sua incarnazione, dove raggiunge la consapevolezza, riesce a vedere anche la trinità con tutti i significati che ci sono dietro.”

Ringraziamo di cuore l’artista Gabriele Dell’Otto per la sua disponibilità e soprattutto per averci presi per mano e condotto in questo fugace viaggio della sua visione della Divina Commedia, ma anche per averci rivelato quali sono state le persone che lo hanno ispirato maggiormente.

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